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OMS: PREOCCUPAZIONE PER LA DIFFUSIONE DELL'OMEOPATIA NEL TERZO MONDO
di Adriana Bazzi - del 21.08.09
Avvertimento a non utilizzarle per Aids, tubercolosi e malaria al posto di cure di efficacia provata.
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MILANO - Ai ricercatori inglesi i farmaci omeopatici non vanno proprio giù e non perdono occasioni per criticarli (spesso sulle pagine di una delle loro riviste mediche più note, il Lancet), ma questa volta sembrano proprio avere ragione. Un gruppo di giovani ricercatori britannici e africani, legati all’organizzazione Voice of Young Science Network e preoccupati che la diffusione dell’omeopatia nei Paesi in via di sviluppo possa mettere a repentaglio delle vite umane, hanno scritto una lettera all’Organizzazione Mondiale della Sanità, sollecitandola a prendere posizione. E l’Oms ha risposto con un avvertimento: le persone che soffrono di malattie come l’Aids, la tubercolosi e la malaria non devono fare affidamento su rimedi omeopatici.

LE CURE EFFICACI - Non si potevano avere dubbi: stiamo parlando di malattie importanti, provocate da agenti infettivi, per le quali esistono trattamenti farmacologici efficaci: basti pensare ai farmaci anti-virali contro l’Hiv, che hanno enormemente aumentato la sopravvivenza dei pazienti in Occidente e che purtroppo in alcuni Paesi poveri sono ancora poco disponibili. Oppure ai farmaci antitubercolari che da noi hanno drasticamente ridotto, insieme al miglioramento delle condizioni igieniche, la diffusione della Tbc. E a nessuno verrebbe in mente, in Occidente di prescrivere rimedi omeopatici per curare queste condizioni. Semmai l’omeopatia viene suggerita come «terapia di supporto»: anche nel caso dei tumori può essere utilizzata con questi obbiettivi e con qualche beneficio.

GIOVANI RICERCATORI - Ma evidentemente i ricercatori, che hanno scritto all’Oms, temono una promozione dell’omeopatia in contesti che non sono abituati ad avere tutte quelle informazioni sanitarie che invece nei Paesi più industrializzati circolano con facilità. «Quando l’omeopatia viene utilizzata in alternativa a trattamenti che si sono dimostrati efficaci – ha commentato Robert Hagan, un biologo molecolare dell’University of St. Andrews e membro del Voice of Young Science Network – si rischiano di perdere delle vite». Non a caso questo network è affiliato a una charity, un’organizzazione chiamata Sense about science, che organizza campagne per la promozione della «medicina basata sulle prove di efficacia» (cioè la medicina che ha dimostrato, attraverso studi clinici, di essere efficace) e ha anche un sito Internet dove svela gli imbrogli dei falsi scienziati e dei ciarlatani che propongono le cure più disparate.

I BAMBINI - Hagan ha aggiunto : «E’ indispensabile che i governi in tutto il mondo riconoscano questi problemi». Lo stesso gruppo di ricercatori ha anche aggiunto alla lista delle condizioni, per le quali è pericoloso ricorrere ai farmaci omeopatici in sostituzione delle terapie codificate, la diarrea dei bambini. In risposta, un portavoce dell’Oms ha precisato: «Non ci sono evidenze che l’omeopatia abbia qualche beneficio e non si focalizza sul trattamento e la prevenzione della disidratazione, contrariamente alle evidenze scientifiche e alle nostre raccomandazioni per affrontare la diarrea dei bambini».

Adriana Bazzi
abazzi@corriere.it

Fonte: www.corriere.it

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