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| PICCOLO BATTERIO TRANSGENICO LOTTA CONTRO L’HIV |
| di Rossella Arena |
| Dalla modificazione genetica di un batterio alcuni ricercatori americani vogliono impedire la trasmissione del virus HIV dalla donna. |
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Un’équipe dell’Università di Stanford, guidata dallo studioso Peter Lee, circa un anno fa si era dedicata ad un progetto che potesse portare il Lactobacillus Jensenii, batterio che fa parte della flora che colonizza naturalmente la vagina, ad assumere un posto importante nella lotta contro l’HIV.
I professori, dopo aver riprodotto il genoma del batterio, avevano operato su di esso numerose modificazioni genetiche, fino a realizzare la sintesi delle proteine del tipo 2D CD4.
Al termine delle prove in vitro il Lactobacillus Jensenii, così hanno constatato i ricercatori, riduceva visibilmente il tasso d’infezione dell’HIV!
L’effetto ottenuto sarebbe dovuto in parte alle caratteristiche intrinseche del batterio, che dà vita spontaneamente a del perossido d’idrogeno; quest’ultimo infatti libera nella sua forma attiva l’ossigeno il quale, a contatto con i microrganismi, ne altera i costituenti vitali. Nel caso dell’HIV, rende molto blande o annienta le particelle virali.
Inoltre le molecole 2D CD4, sviluppatesi grazie all’apporto della genetica, impediscono all'Hiv di aggrapparsi ai linfociti CD4, togliendogli quindi ogni possibilità di distruggerli e di penetrare nelle cellule umane, infettandole.
Attualmente l’alacre Peter Lee, in collaborazione con la scuola di medicina di Pittsburgh, sta testando il valore del Lactobacillus Jensenii ( ma questa volta senza modificarlo) su un’altra malattia, la vaginite batterica. Vorrebbe dare inizio, da qui a 3 anni, alle sperimentazioni del batterio transgenico sull’uomo, verificando così per via diretta i risultati dei suoi primi lavori.
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