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| IL CASO NINTCHEU |
| di Rossella Arena |
| Un giovane del Camerun deve ritornare nel paese d’origine malgrado la propria sieropositività. |
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Francia, giovedì 15 luglio: un giovane Camerunense di 26 anni viene espatriato perché trovato senza passaporto. Procedura regolare? Sbagliato, perché il ragazzo è sieropositivo.
Paul Christian Nintcheu, questo il suo nome, viveva in Francia da due anni con la sorella e, come ha reso noto il suo avvocato, che ha comunicato pubblicamente la notizia lo scorso martedì, seguiva un trattamento per la propria malattia.
Proprio valendosi delle condizioni di salute del cliente e della legge che impedisce di espatriare una persona gravemente malata, l’avvocato Me Dominique Wantou aveva richiesto l’annullamento della decisione di accompagnamento alla frontiera. Nintcheu, nell’attesa della sentenza, era stato rinchiuso al centro di ritenzione del Mesnil- Amelot dal giudice delle libertà e della detenzione di Meaux .
Il tribunale amministrativo di Melun, che si è occupato in prima linea del caso, non ha però voluto sentire ragioni e il 2 luglio ha rifiutato la domanda, senza curarsi affatto della legge citata.
Me Wantou non riesce a capacitarsi di questa decisione, poiché le condizioni del suo cliente erano state verificate.
Il tribunale amministrativo di Melun spiega che non era in grado martedì sera di confermare l’autenticità di questo caso ed aggiunge che tuttavia la sieropositività non è considerata una “malattia grave” a differenza dell’Aids. “La sieropositività può essere curata in Africa”, ha ribadito il tribunale.
Non mi pare che questa affermazione rispecchi molto la realtà: basti pensare alle previsioni che nel 2010 vedono raddoppiare il tasso di mortalità dovuto all’AIDS nel Camerun! Già, i francesi conoscono tale Stato solo attraverso i propri ricercatori scientifici (qualche giorno fa proprio lì è stata scoperta, grazie ad un’équipe di biologi francesi e camerunensi, una nuova zanzara portatrice della malaria, la ‘Oveng Form’)!
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9 utenti online
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