Secondo un nuovo rapporto lanciato oggi dall’Unicef, in Europa orientale e in Asia centrale si sta espandendo a un ritmo allarmante
un’epidemia sotterranea di Hiv, alimentata dal consumo di droghe, da comportamenti sessuali a rischio e dall’alto livello di stigma sociale che circonda la malattia, scoraggiando le persone dal cercare informazioni su prevenzione e cure.
Il rapporto “Blame and Banishment: the Underground HIV Epidemic Affecting Children in Eastern Europe and Central Asia” sottolinea le difficoltà incontrate dai bambini affetti dall’Hiv, dagli adolescenti che hanno comportamenti a rischio, dalle donne in gravidanza che utilizzano droghe e da più di un milione di bambini e adolescenti che vivono o lavorano sulle strade nella regione. I giovani emarginati sono esposti ogni giorno a numerosi rischi, come il consumo di droga, lo sfruttamento sessuale e altri tipi di abusi e violenze, che comportano un alto rischio di contrarre l’Hiv.
Le tendenze sono particolarmente preoccupanti, poiché nella regione si registrano 3,7 milioni di consumatori di droga per via endovenosa – quasi un quarto della popolazione mondiale di tossicodipendenti. Per molti, l’iniziazione al consumo di droga comincia già in età adolescenziale. Gli attuali servizi sanitari e di protezione sociale sono inadeguati rispetto ai bisogni degli adolescenti più a rischio, che sono spesso esposti a pregiudizi, discriminazioni e anche ad azioni penali quando cercano informazioni e cure sull’Hiv.
“I bambini e gli adolescenti che vivono ai margini della società hanno bisogno di avere accesso ai servizi sanitari e sociali, non di una marcata disapprovazione” ribadisce Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef. Per raggiungere e aiutare i giovani positivi o a rischio di infezione, le autorità mediche e civili devono realizzare servizi “amici”, che vadano incontro alle particolari esigenze degli adolescenti emarginati. Lo stigma associato all’Hiv non si limita ad adulti e adolescenti. I bambini sieropositivi si vedono sistematicamente negato l’accesso a scuole e asili, e quando la loro condizione diventa nota devono affrontare rifiuti e violenze. “Questo rapporto è un appello per proteggere i diritti e la dignità di tutte le persone che vivono o che sono a rischio di contrarre l’Hiv, soprattutto i bambini vulnerabili e i giovani” prosegue Lake. “Abbiamo bisogno di costruire un contesto di fiducia e di cura, non di giudizio e di esclusione. Soltanto annullando la discriminazione contro le persone che vivono con l’HIV, l’Europa orientale e Asia centrale può cominciare a invertire la diffusione dell’epidemia”.
Fonte:
RassegnaOnline