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NON DIMENTICHIAMO L'AIDS
da ilfriuli.it - del 14/06/2010
I Mondiali rischiano di allontanare i riflettori su una delle problematiche che affiggono il Paese: l’HIV. In Sudafrica il 12% della popolazione è sieropositiva
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I riflettori si sono accesi sui mondiali di calcio in Sudafrica senza tante parole sulla drammatica situazione dell’AIDS nel paese, al contrario di quanto sperato dalle associazioni sudafricane che lo combattono e come denuncia parte della stampa internazionale. “In questo mondiale di calcio – commenta Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano e Presidente dell’Anlaids Friuli Venezia Giulia - le televisioni non fanno altro che propinarci miele in quantità industriale sui progressi politici e sociali avvenuti in Sudafrica grazie agli illuminati governanti che si sono succeduti negli ultimi decenni, senza ricordare che questo paese ha la più altra concentrazione di HIV/AIDS, una patologia che sarebbe stato possibile prevenire con interventi adeguati e che colpisce quasi 6 milioni di persone sieropositive su 50 milioni di residenti, tra cui anche molti giovani, anche quelli che ad esempio giocano a calcio o ne sono appassionati. Ciò significa che il 12% della popolazione è sieropositiva con alcune regioni, quelle delle grandi città, in cui un adulto su 5 è sieropositivo. Se tanto mi da tanto, potremmo ipotizzare che 4 giocatori del Sudafrica potrebbero essere sieropositivi. Con l’arrivo di tanti turisti giovani e meno giovani a seguito delle squadre nazionali, attraverso rapporti sessuali con residenti, che certamente avverranno, un certo numero di persone si infetterà. Purtroppo – continua Tirelli - la Fifa è stata riluttante, e lo è ancora, ad accettare i suggerimenti delle associazioni africane contro l’aids che chiedevano la messa in onda di brevi messaggi “per invitare la popolazione a fare il test dell’AIDS e a praticare sesso sicuro”. Ci dovremo pertanto accontentare dello show di Jacob Zuma, il presidente del Sudafrica, che, dopo aver dichiarato di lavarsi come precauzione contro la trasmissione dell’HIV dopo i rapporti sessuali con la sua fidanzata sieropositiva, in Aprile ha eseguito pubblicamente il test, fortunatamente negativo, con l’intenzione di diffondere le informazioni corrette alla popolazione sudafricana. Peccato - conclude Tirelli - che ancora continui anche in questa maniera a dare informazioni distorte sull’argomento, in quanto il test negativo non lo esime dal procedere ad usare il preservativo con la sua partner sieropositiva e non lo esclude del tutto dalla possibilità di essersi infettato qualche giorno prima. Infine, invito le centinaia di giornalisti italiani che si trovano in Sudafrica a ricordare questo problema, che è ovviamente molto più importante rispetto alle formazioni delle nazionali che giocheranno, così da ricordare ai turisti italiani presenti di adottare le note precauzioni in caso di comportamenti sessuali a rischio”. Fonte: ilfriuli.it
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