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Si è svolta ieri a Parigi, organizzata da “Solidarietà-Sida”, si è svolta la “Sida-Parade”.
Sida è acronimo di sindrome da immuno deficienza aquisita, l’Aids.
Un serpentone di giovani e musica si è snodato lungo i 4,2 chilometri di percorso concordato tra Bastille e Invalides, nel cuore di Parigi.
Dieci carri che hanno ospitato artisti dei generi più diversi hanno dato il ritmo a questa manifestazione, dieci carri che si sono mossi al ritmo della musica. I carri, che presentano differenti tematiche ( elettronica, reggeae, ska, canzone francese, rock…) hanno raccolto ognuno quattro gruppi di artisti che si sono alternati nelle esibizioni.
Ad aver confermato la loro presenza ed il loro sostegno a questa manifestazione sono stati: Cali, Bénabar, Tiken Jah Fakoly, Les Wampas, Bob Sinclar, Têtes Raides, Les Motivés, La Rue Kétanou, Sergent Garcia, Dub Incorporation, Bumcello, Marcel & son Orchestre, Saian Supa Crew, La Grande Sophie, K2R Riddim, Debout sur le zinc, Etienne de Crecy, Bombes 2 Bal, Jim Murple Memorial, Les Blérots de Ravel, Sébastien Martel, DJ Medhi, Karpatt, Cut Killer, Psy 4 de la Rime, Juan Rozoff, Akli D, Lofofora, Asyl, Aqme e No One is Innocent.
Tra una canzone e l’altra, ogni artista ha ricordato quanto fosse importante esserci, per manifestare contro l’Aids, contro le politiche che bloccano l’accesso ai medicinali o che rendono difficoltosa la loro fruizione nelle zone più povere del mondo. Ai ragazzi si sono rivolti gli artisti, con slogan come “anche noi vorremmo che il nostro appello fosse sentito” (che è una citazione del generale De Gaulle durante la seconda guerra mondiale), o come “anche noi vorremmo poter gridare vittoria”.
Luc Barruet, co-fondatore di “Solidarietà-Sida”, con questa manifestazione, cerca di sensibilizzare gli animi su quello che è ancora necessario fare per combattere questo virus. E sulla difficoltà di ricevere adeguate cure mediche.
È questo il punto che sta a cuore agli organizzatori. Ed è su questo problema che si spendono più slogan ed attenzioni: “Medicine per Tutti”.
La disuguaglianza di possibilità di accesso ai medicamenti, anche ai cosiddetti “generici”, in alcune zone economicamente depresse del mondo, complici anche il blocco del mercato internazionale e sistemi sanitari fatiscenti, sono secondo gli organizzatori tra i problemi più urgenti.
Per questo l’idea di riunire al suono delle musiche più diverse i giovani. Per dare un segnale forte di attenzione ai politici, perché si impegnino in scelte più difficili sul piano economico, ma sicuramente più giuste dal punto di vista umano.
L’intenzione degli organizzatori è di mantenere alta la pressione sui politici fino alle presidenziali del 2007, per costringerli a prendere degli impegni precisi. Per questo è stata lanciata la campagna “on s’en fout pas”, per chiedere un maggior impegno politico ed economico per questa causa.
Oggi, tra Bastille e Invalides, gli organizzatori speravano in 200 000 giovani, per aiutarli a lanciare questo forte segnale di sensibilizzazione.
Alle 17:30 il primo dei dieci carri attraversa il Pont Neuf, per seguire il percorso sulla riva sinistra della Senna, e sembra che il numero di persone sia quello sperato, poi, d’un colpo, il cielo si scurisce.
Forse i giovani oggi sono stati meno di quanto sperato, colpa forse anche della pioggia, che alle 18 ha spinto molti ad abbandonare i concerti mobili che continuavano a prodursi per le strade parigine.
Molti altri però sono rimasti, e sono spuntati ombrelli, cerate, mantelline e cappucci. La festa, anzi, le feste, differenti e contemporanee, per tutti i gusti, sono continuate, fino ad Invalides. Un bel modo di dimostrare il proprio attaccamento ad una causa, fosse anche solo quello di prendere un po’ di pioggia, ascoltando della buona musica, ma in fondo, per una buona causa, si fa questo ed altro.
LINK: PrimaDaNoi.it
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